Penn e Moretti: fuggire verso cosa?

Non sono un culture dei cinema e, mio discapito, non sono un divoratore di pellicole. Però ultimamente sono piombati dinanzi alla mia vista due film: Into the Wild e Caos calmo. Mi hanno colpito entrambi.

Il primo, diretto dal miglior regista dell’establishment, Sean Penn, è molto bello. Fanno da cornice dei paesaggi fantastici, una fotografia davvero superlativa e il realismo sottolineato dal racconto di una storia vera, che ebbe come protagonista Cristopher McCandless. Forse, apprezzando estremamente il regista, le mie aspettative erano superiori, ma rimane un film memorabile. Con un finale davvero “ansioso” e passionevole.

Caos Calmo, almeno in Italia, sembra essere più noto. Ha fatto molto scalpore (suscitando anche gli animi – e risvegliando gli ormoni diciamocelo – della Cei) per la scena di sesso: protagonista un inedito Nanni Moretti in versione siffrediana e un’elegante Isabella Ferrari (anche se la Golino è tutto un altro livello – de gustibus). Quella scena non c’entra nulla con tutto il contesto della storia. E’ esplicitamente messa lì per logiche che seguono il marketing. Come dire, noi facciamo vedere il culo peloso di Moretti e voi mi fate un po di pubblicità esentasse. Molto meglio altre scene (e idee) come quella del gioco implicito tra Moretti, il “suono” della sua Bmw e un ragazzo disabile. Quello che rimane di questo film è anche l’ abbraccio continuo delle persone che si vanno a confidare da Moretti, che teoricamente dovrebbe farsi consolare lui, essendo il disperato apparente della storia.

big_caoscalmovaleriagolinonannimoretti.jpgL’elemento, forte, che accomuna queste due interessanti realizzazioni sembra essere la fuga dall’alienazione che ingabbia la vita umana nella società del postmodernismo. Il viaggio solitario e minimalista dell’apparente yuppie Cristopher verso le terre estreme dell’Alaska e l’isolamento consapevole e volontario dalla sfarsoza e frenetica vita manageriale che si infligge Moretti stabilendosi sulla panchina di fronte alla scuola frequentata da sua figlia.

La riflessione che mi suggerisce l’una e l’altra trama è la propria rinascita, reinvenzione, riscoperta di un mondo nuovo che non si riesce più ad abbandonare, a costo della propria dipartita fisica o sociale. L’analisi della quotidianità espressa dai due film pone molti quesiti sul cosa stiamo diventando. Sulle modalità in cui noi, (in)conscie macchine della superficialità, giorno dopo giorno agonizziamo dietro a un’apparenza che oscura l’essenza.

Una Risposta a “Penn e Moretti: fuggire verso cosa?”

  1. Riccardo Dice:

    Molto…mmm..particolare il parallelo, non avendo ancora visto into the wild non posso però giudicare a pieno…una precisazione, avendo letto il libro “caos calmo” posso dire che era impossibile eliminare la scena di sesso per il significato che ha nel libro come sfogo violento di una passione nata al momento del salvataggio..sta qui la pecca del film. Infatti senza l’erezione che Paladini ha mentre salva la donna e che lo continua a tormentre, indubbiamente quella scena così fortemente erotica e violenta, perde di significato nel film.

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